martedì 18 giugno 2013

Sulla discriminazione delle consumatrici



Ci sono discussioni calde che si sviluppano da un blog all’altro (in fondo al post trovate tanti articoli che v’invito a consultare) senza bisogno che siano ‘dettate’ da un sito di riferimento.
È il caso del processo di ‘pinkizzazione’ che vede vittime le nostre bambine: a scatenare il dibattito le nuove linee al femminile della Lego (che per fortuna nel restyling dovuto alla crisi ha messo in commercio anche idee carine e unisex, come i Lego di Harry Potter) e un video di incredibile successo in cui una bambina americana lamenta di avere a disposizione solo giocattoli rosa mentre i maschi possono giocare con qualsiasi colore, davanti a un padre che trova più intelligente filmarla piuttosto che risponderle che può tranquillamente prendere quello che le pare, anche se è nel reparto per maschietti.
Si potrebbe qui dibattere di diritti di base dell’infanzia violati in questi anni di facile multimedialità, o cominciare una lunga diserzione sul fatto che i reparti per piccoli uomini mettono anch’essi in vendita delle vere e proprie atrocità (dai mostri violenti alle bave fluorescenti), ma purtroppo il discorso ci porterebbe troppo fuori strada.

Continuando a seguire qua e là la discussione, sono capitata su quest’articolo di Lisa Bloom (autrice di Think: Straight Talk for Women to Stay Smart in a Dumbed Down World) in cui racconta quanto sia importante, parlando con le bambine, provare a mettere l’accento su qualcosa che non sia il loro aspetto fisico in una società dove quindici per cento delle bambine sotto i dodici anni usa il mascara […]; aumentano i disturbi alimentari e diminuisce l’autostima; e venticinque per cento delle giovani americane preferirebbe vincere America’s Next Top Model piuttosto che il premio Nobel.
Nessuno nega che sia importante per una bambina avere una certa autostima riguardo al proprio aspetto fisico, ma non è giusto focalizzare l’attenzione solo su quello: potrebbero finire per considerarla la loro unica risorsa. Il problema del Lego rosa non è il rosa, lo sappiamo tutti. Il problema – malgrado la pubblicità scelta dalla ditta affermi esattamente il contrario! – è il rischio di confinare delle bambine, che ancora stanno formando il loro modo di pensare, nel limite di stereotipi limitati. Le Friends sono veterinarie, estetiste, pasticciere. Se non si riesce a far passare il messaggio che questi lavori vanno benissimo, ma che qualunque gioco e qualunque carriera può essere sognata e intrapresa – e qui non siamo solo noi genitori ad avere il controllo della situazione purtroppo – in un certo senso si finisce per ‘tagliargli le gambe’ in partenza.

Oltre ai giocattoli, i vestiti. Specialmente le marche alla portata di tutti, non fanno che replicare lo stereotipo del rosa declinandolo in tutte le combinazioni possibili. Vi confesso che spendo più per vestire mia figlia che mio figlio, e non perché la preferisca, ma perché per lei faccio più fatica a trovare cose di buon gusto.
Se così è da noi, nell’America citata da Lisa Bloom le cose stanno ancora peggio: basta far un salto nel reparto per bambini dello shop online di Kohl’s e confrontare i reparti. Non vestirei mai mia figlia come se dovesse presentarsi per un provino da Disney Channel, ma non tutti hanno la disponibilità finanziaria, il tempo per fare scorta ai saldi, o la cultura per opporsi. Questa è cultura del costume, e in qualche posto qualcuno ha deciso che questo è quel che tocca alle bambine, e che pensare ‘oltre’ non è per loro.

Incuriosita dall’articolo, sono andata a cercare l’ultima puntata di America’s Next Top Model. Non ho mai visto la versione italiana del programma, ma conosco quella tedesca: mi piacciono gli abiti, il trucco, adoro la fotografia. D’altro canto odio le parti più ‘da reality’ del programma, e di solito quello è il momento che dedico a svuotare la lavastoviglie… nel vedere la versione americana, che mi aspettavo molto più simile alla nostra, ci sono tre cose che mi hanno colpito: lo squallore (in Germania la finale è presentata come un grosso evento, simile a una cena di gala), i tempi e il metodo di giudizio delle candidate. Il programma è velocissimo, non ci sono tempi morti. Si taglia su pause, espressioni, c’è solo un colpo di scena dopo l’altro. Una corsa adrenalinica che non lascia tempo di pensare e immagino quanto possa rincoglionire un’adolescente già confusa dagli ormoni.
Dopo una sola prova le candidate si presentano in una stanzetta di fronte a una giuria che tiene conto non solo delle loro capacità ‘da modella’ (fotogenicità, capacità d’immedesimazione, camminata) ma conteggia la spendibilità delle ragazze. In una stanza chiusa e nuda, tre fanciulle si sentono raccontare quanto sono vendibili al pubblico, quanto feedback hanno ricevuto dai fan, quanto ‘fatturano’. È come se, oltre alle nostre capacità, a un colloquio di lavoro ci chiedessero quanti ‘like’ raccimoliamo ogni giorno su Facebook. Pianti, gioie e dolori sono ridotti, mostrati in rapida sequenza, come ogni altra cosa: la vincitrice può andare avanti in quel bel mondo fatato (che è chiaramente una giungla zeppa di leoni) e le perdenti in pochi secondi sono nell’oblio. Fine. Avanti con una nuova edizione.
Già mi ero spaventata di fronte all’età delle concorrenti di Heidi Klum, e ai rimproveri che erano volati un paio di volte verso le ragazze troppo ‘grasse’ – l’intervento delle FEMEN sul palco poi è stato prontamente cancellato dalla replica disponibile sul web –; figuriamoci l’amaro in bocca che mi ha lasciato vedere come viene gestito il programma oltremare. Ma davvero una ragazzina di quindici anni non è capace di sognare niente di meglio che essere sottoposta al giudizio di persone dello spettacolo, di fronte a tutta la nazione? Lontana dalla famiglia, per mesi, con tutte le telefonate registrate che spesso e volentieri finiscono in televisione?

immagine presa da http://www.thetvinformant.com

Ci sono movimenti in controtendenza, ovviamente. Dai negozi per giocattoli che negli Stati Uniti hanno deciso di dividere i giocattoli per categoria, anziché per sesso (alle volte si riscopre l’acqua calda), alle numerose linee di prodotti naturali che quando propongono abiti lo fanno (solo) nei toni del bianco e del beige.
Rifiutare e demonizzare può però portare agli eccessi. Grazia di un anno fa, qua in Germania, dedicava un articolo alla nuova tendenza diffusasi tra alcune madri (tedesche suppongo) di non ‘riconoscere’ il sesso del figlio. I bambini sono cresciuti con oggetti e abiti che non dicono nulla della loro sessualità – e, quindi, la negano. Così si passa dalla piccola superstar coperta di paillettes, a una ragazzina che non sa nemmeno di essere femmina. Dubito che questa soluzione liberi veramente qualcuno, e francamente non vedo proprio perché essere maschio o femmina debba essere considerata una colpa da espiare.

Permettetemi un ultimo punto, prima di concludere. Certo, è meno grave perché noi siamo grandi e vaccinate, ma la pressione non si limita certo solo alle più piccole. Non solo le bambine sono trascinate in fretta verso un’adolescenza di flirt e vestiti ben abbinati, ma anche noi adulte siamo continuamente schiacciate verso quell’età ‘ideale’.
L’unica età concessa a una donna è quella del teenager. Ci chiedono corpi e facce che non sono i nostri, che non possono esserlo. Addominali scolpiti e un viso privo di segni. Ieri ho provato a comprare dei pantaloncini, online, e non ci sono riuscita perché erano tutti indossati da ragazzine. Non sono riuscita a capire cosa mi sarebbe stato bene e cosa no, perché vederli indossati da una quindicenne fa lo stesso effetto che appenderli: la stoffa non si tira, non fanno una piega. E io ho trent’anni. Mi immagino che effetto possa fare a una donna matura.
Qualche tempo fa, ricordo una bella signora accoglierci per una cena in stile norvegese, vestita con un abito popolare. Mi ha detto: - Questi vestiti stanno benissimo anche a mia madre, che ormai ha una certa età.
Non dico che dovremmo tutte andare in giro vestite come aiutanti di Babbo Natale, ma vi rendete conto? Tradizionalmente esistono dei vestiti in grado di modellare un corpo non più giovane, dei vestiti che stanno bene a donne formose, a corpi femminili che hanno dato la vita, a donne piene di esperienza. Dove sono finiti? A volte ho l’impressione che la nostra società sia regredita. Non siamo più in grado di parlare di morte, di grasso, di vecchiaia. Non potendo più essere quel che siamo, non sappiamo più chi siamo. E raccontano alle nostre bambine che potranno passare la vita in un negozietto rosa pieno di fiori, e a noi che potremo rimanere eternamente giovani.
Ma le favole ci insegnano che nei paesi dei balocchi non si è felici.

 
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Bibliografia:


What she can be, Kids’ modulor






sabato 15 giugno 2013

Raccolta di Riciclo Creativo per Bambini, edizione 2013: tanti, tanti, tanti grazie..



Ebbene sì, anche stavolta siamo giunti alla conclusione della Raccolta di Riciclo Creativo per Bambini.
Quest’anno ho cercato di fare della raccolta qualcosa di più di un semplice ‘linky party’, creando un vero e proprio evento virtuale - e credo di esserci riuscita. Sono stati due mesi intensissimi d’idee, storie, scoperte e bellissimi blog. Per questo il mio ultimo post non può che essere dedicato a coloro che hanno reso questo progetto possibile.

Gran parte del merito va alle mie ospiti (dopotutto che senso ha una rassegna virtuale dove parlo solo io?!): grazie a loro abbiamo potuto coprire tanti argomenti - cosa significa essere o provare a essere una mamma green per esempio, o come si cambia la propria vita all’inseguimento di una passione… - e mettere insieme tantissimi stili differenti di riciclo; abbiamo parlato di giocattoli (trottole, trenini, puzzle, giochi per il giardino), d’idee utili, idee décor, di abbigliamento, di arte… e abbiamo perfino aperto un concorso (più in basso in questo post trovate la mia parte di premiazione…)!


Vi confesso che loro sono state per me una cosa bellissima.
Non mi aspettavo tanto! Ho ricevuto un sostegno incredibile, tanta entusiasta disponibilità, proposte e progetti uno più bello dell’altro... guardate nelle foto quanti, ci sarebbe da farne un libro! Non so davvero come ringraziarvi, avete reso questa raccolta speciale e sono davvero contenta che si sia rivelata anche un’ottima occasione per stringere o approfondire delle belle amicizie. Perché ‘blogspot’ può inaspettatamente diventare il luogo magico dove incontrare finalmente delle persone pazz creative come te, e io adoro ‘stare’ qui, e devo dire che aprire il blog è stata una delle cose più intelligenti che abbia mai fatto in vita mia!
Ho già spiegato per ognuna i loro i motivi della mia scelta, ma permettemi di citarle ancora una volta. Se ve li siete persi, trovate qui i link ai loro post, loro sono (in ordine di apparizione) le creative e le autrici di: I pasticci di Dani, Quando fuori piove, Artefatti, Mami chips & craft, Pachamama, Mamma èin pausa caffè, C’è Crisi! C’è Crisi!, Madre Creativa, Cucicucicoo, La classedella maestra Valentina, Riciclattoli, Fiori in Testa,  e Creamamma.


E poi grazie, grazie di cuore alle partecipanti al progetto. Come l’anno scorso, la raccolta si è rivelata un’ottima occasione per conoscere nuovi blog e spingere qualche ‘vecchia’ amica virtuale a tirare fuori dal cassetto qualche progetto in più.
Se già l’anno scorso la raccolta mi era sembrata fantastica e pienissima, cosa dovrei dire di questa edizione 2013? Centinaia d’idee fantastiche, e non certo per merito mio! Grazie del vostro sostegno, delle parole, dello spazio e dei progetti che avete voluto dedicare al mio piccolo evento. Se volete trovate qui di seguito due banner per voi, ma prima permettetemi di ringraziarvi una per una (in ordine alfabetico, escluse quelle già citate!): Accidentaccio, Alta priorità, Angyelmade, Artscuola, Attività creative per bambini, Carta e cuci, Cosa bolle in pentola?, Diario figurato, GioCoLanDia, Gioka con Leo, Handmade creativity, Io imparo con la felicità, La girandolina, La gioia di essere mamma, Le creazioni di Annucola, Linventafavole, La valigia della bisnonna, Mammaeco, Maryclaire perle & cose, Mille idee al nido, Minimanielo, Ork’idea Atelier, Penso+invento+creo, Su e giù per la pianura padana, Tra carta timbri e colori.
Wow, siete tantissime, grazie!!!



Questi sono dei banner per voi, se volete (e se volete ve li faccio anche personalizzati con il nome del blog, è il minimo!):

Blog fa parte


Mi trovi



E poi… curiosi di sapere com’è andato il concorso?! Vi confesso che abbiamo dibattuto a lungo, Valentina, Clod ed io. E alla fine, sono lieta di annunciarvi che i miei uccellini volano alla volta dell’Italia per premiare Daniela e la sua lavagnetta da viaggio in feltro: un’idea portatile (lavagnetta e pezzi sono raccolti nella custodia di una vecchia videocassetta), riciclosa, colorata, e davvero alla portata di tutti. Chi ha bambini più grandi può perfino divertirsi a prepararla con loro…
Il pacchetto? L’avete già visto! Ebbene sì, vi confesso che per paura che gli succedesse qualcosa, ho incartato gli uccellini già più di un mese fa, e quindi li avete già ri-visti – senza saperlo – nel post sull’eco-wrapping! Daniela, congratulazioni, aspetto il tuo indirizzo!
E per le altre posizioni, vi invito a sbirciare su Riciclattoli!


…e ora, che succede su Mammabook?
Vi confesso che questi mesi sono stati una grandissima soddisfazione, e una bella faticcaccia (incluso dover risistemare post e pagina – e ancora non ho finito, sigh – per colpa di Photobucket – non usatelo!) e vi confesso che non vedo l’ora di tornare a una ‘scadenza’ un po’ meno rigorosa…
In questi mesi nel tempo libero non ho smesso di creare: ho ripreso in mano il fimo, ho provato la pasta di mais, sperimentato nuove ricette, scoperto la calligrafia… e poi c’è il Progetto 52 che ho sospeso, ma per cui ho continuato a raccogliere foto. Di questo vi parlerò e di tanto altro… spero che continuerete a seguirmi!

E per tutti i vostri progetti di Riciclo Creativo per Bambini… appuntamento all’anno prossimo! Il 15 aprile 2014 immancabilmente si ricomincia! Chissà quante novità nel frattempo?!

mercoledì 12 giugno 2013

Laboratorio di mostri - Monsters factory


Non è fantastico?! Prima riunione dell’asilo di mio figlio e speravo che i bambini sarebbero stati sfiniti… invece ero sfinita io!
…sarà perché era tutto in tedesco? E vabbè, grandi avventure all’orizzonte, vedremo come andrà.
Vita dei piccoli a parte, oggi ho deciso di parlarvi di un post a cui penso da tempo e su cui continuo ad accumulare idee… fondamentalmente faccio foto da Pasqua!
Il fatto è che mi piacciono i mostri perché sono perfetti da fare con i bambini: non hanno bisogno di avere il naso al posto giusto, anzi, non hanno nemmeno bisogno di avere un naso. Possono avere tre occhi e un orecchio, sei zampe, un piede al posto del collo: sono sempre perfetti. E poi, vanno perfettamente a coppia con il riciclo creativo perché, appunto, vanno bene di ogni forma, materiale e colore.
Per questo spesso mi diletto a trasformare la ‘spazzatura’ in ‘mostri’ con l’aiuto del mio piccolo aiutante. E oggi vi mostro qualche idea da ripetere a casa…

What I like about monsters is that they’re perfect to make with small kids because they’re always perfect: they can have no nose and three eyes, and no one would say a thing. For the same reason, they’re the perfect match with recycled material, because the material, size, or colour doesn’t really matter, it’s all up to your fantasy…



Il primo è il Bau Bau (ma non lo vendono più quel libro stupendo di Nicoletta Costa?!) che avete visto nella prima foto. Ho tutta l’intenzione di incorniciarlo perché è bellissimo, moderno e colorato. L’abbiamo fatto sciogliendo a caso pezzetti di pastello rotti – con due phon, l’aiuto del forno, le dita, la grattugia, insomma, lasciamo perdere, ma ne è valsa la pena…
Il disegno di base è mio: una sagoma di acrilico nera dipinta la sera prima su un foglio grigio. E gli occhi, li avete riconosciuti? Sono ingranaggi di macchinine rotte… volevo metterci dei tappi all’inizio, ma così, concentrici e in rilievo sono folli… si è capito che mi piace?!

The first monster is what we would call in Italian a ‘Bau Bau’: a scary character of the night. I painted it with acrylic on a coloured sheet, and with my son we melted over it (with hairdryer and oven, and fingers, and… whatever) some broken pieces of pastels. I love it: it is so modern and so coloured… and the eyes, they’re made with pieces of broken toy cars! Don’t they look mad?!

Mostro pastelli 2

Progetto due, che segue lo stesso meccanismo dei cappellini matti che ho preparato a carnevale. Stavolta però, prima di arrotolare il foglio ho incollato due contenitori l’uno contro l’altro (quello piccolo è un dosatore dello sciroppo). Abbiamo dipinto la pelle del mostro, e per fare le squame abbiamo usato una spugna immersa nel colore. Non si vede benissimo perché il piccolo ormai è un provetto della pittura e passa da una tecnica all’altra senza che io lo possa fermare – quindi potete anche notare macchie rosse, ditate… ma come ho detto, va benone: tanto è un mostro!
Con tappi e colla a caldo (dalle strisciate potete vedere che non l’ho messa da sola) abbiamo creato il volto, mentre con le forbici ho tagliato e arricciato i capelli. Abbiamo riempito il vasetto piccolo, invisibile con cotone, semi di lenticchie e un poco d’acqua. Qualche giorno dai nonni e quando siamo rientrati… c’erano molti più capelli! E vivi, questa volta…!

For the next monster we used the same procedure as for the carnival hats, but gluing two plastic containers (the small one is a syrup measuring cup) one against the other. The small one became a pot were we grew lentils! Like this, the monster has some paper and some ‘alive’ hairs!

Mostro vaso1


Mostro vaso3

E infine l’idea ‘più vecchia’, se così vogliamo dire. Per settimane ho ritagliato gambe e braccia da ogni pezzo di cartone che mi passava sottomano, di varie forme e lunghezze. In un pomeriggio di noia le ho servite al piccolo in una scatola, assieme a dei ‘corpi’ che avevo preparato con vecchie pagine di un calendario, e ci siamo divertiti a combinare i mostri usando dei fermacampioni. Sono molto divertenti anche perché si muovono e i vari pezzi sono intercambiabili… ormai sono passati mesi e i mostri erano conciati veramente troppo male, per cui non li abbiamo più. Vi confesso che mi è venuta voglia di farne altri. E poi non credevo, ma il piccolo si è davvero entusiasmato, tanto che quando avevamo degli ospiti correva a prendere i suoi mostri e glieli mostrava – e a me toccava spiegare cos’erano!

Another simple idea: for weeks I cut out of whatever kind of carton I had available weird legs and arms. One boring afternoon I gave all of them to my son and we had fun attaching them on some ‘bodies’ I made with pages of an old calendar, using split pins. Like this the piece are changeable, and they move! Have fun! 

Mostri

E questo è – già! – il mio ultimo progetto per la raccolta (la sto mettendo a posto, abbiate fede...). Vi invito a passare a visitarmi nel weekend per i ringraziamenti, per sapere un po’ ‘cosa ne sarà’ di Mammabook nei prossimi mesi e soprattutto… perché sta a me premiare il terzo posto del Concorso Vacanze Riciclose e Fai da Te! (…e no, non abbiamo ancora deciso… mica è facile!). A presto!

lunedì 10 giugno 2013

Il gioco della via magica (guest post di Creamamma) – The magic path


Non doveva andare così, in principio. Voi che non sapete cosa c’è dietro alla Raccolta di Riciclo Creativo per Bambini (abbiate pazienza è vuota, la sto ricaricando tutta!) non potete immaginare quante volte abbiamo spostato le varie ospiti. È finita che è toccato a lei chiudere, e devo ammettere che non mi dispiace affatto.
Clara, de Il Diario di una Creamamma, per me fa parte di quegli scherzi che ti regala il destino, ovvero una bella amicizia quando proprio non te l’aspetti: galeotta fu una ricetta di biscotti, e per ora – in barba alla creatività – abbiamo continuato con scambi altamente calorici, oltre a tante chiacchiere e, chissà, qualche progetto…
A chi la conosce però, di certo non è nemmeno passato per la mente che si trovi qui perché ‘raccomandata’. Clara non solo è una cuoca provetta, ma anche creativa in mille direzioni. Le sue opere sono semplici, pulite e sempre belle… è una persona allo stesso tempo indaffarata e paziente, alla ricerca di equilibri, di combinazioni che non lasciano indifferenti. Come non sorprendersi di fronte alle sue creazioni con i vetri raccolti in riva al mare?! Se ancora non le conoscete, provate un po' a guardare le sue collane, o questo poetico quadro...
Insomma, si merita a pieno titolo di chiudere questa carrellata di ospiti (vi ricordo che la raccolta invece chiude il 15 giugno)… e se ancora avete qualche dubbio al riguardo, vi avverto che Clara per voi si è addirittura inventata una ‘via magica’!

Arduo compito quello di terminare la raccolta di Silvia sul Riciclo Creativo per Bambini... qui c'è veramente roba pazzesca che basterebbe per intrattenere per anni i bimbi di un'intera scuola! E se le altre blogger che mi hanno preceduto hanno tutte parlato di ansia da prestazione, figuriamoci io che sono l'ultima, dopo il ben di Dio di idee che c'è da queste parti e dopo tutte le bravissime ospiti che mi hanno preceduto... 
Per questo sono stata indecisa fino all'ultimo sul progetto da presentare ed ho fatto aspettare Silvia tantissimo, sebbene mi avesse invitato con largo anticipo! Chissà cosa avrà pensato una persona concreta come lei?

Ma alla fine ha vinto l'idea più semplice da realizzare e con meno materiale da utilizzare e soprattutto da comprare! Altrimenti che riciclo è?
Quindi, chi è che non ha in casa delle custodie polverose con cd che ormai non ascolta da anni?
E se avete dei bambini, non potete non avere delle cannucce colorate! Il mio a momenti le vuole persino per bere l'acqua!
Ed ecco che con queste semplici cose è nato il mio gioco della "Via Magica"!


Si capisce come funziona?
Ora ve lo spiego, ma intanto ecco l'occorrente per farlo.


Ed ecco come farlo:

1. si tagliano 4 pezzi di cannuccia lunghi 3.5 cm e 2 pezzi lunghi 2.5 cm
2. si tagliano circa 30 pezzetti di cannuccia di colori assortiti della lunghezza non superiore a 8-9 mm
3. all'interno della custodia per cd, si incollano (come in figura) con una goccia di colla a caldo i pezzetti di cannuccia di 3.5 cm, in modo da suddividere il cerchio in 4 quadranti.
4. si incollano i pezzetti di 2.5 cm al centro del 2° e del 4° quadrante, come vedete in figura
5. con un pennarello indelebile si scrive la partenza nel 1° quadrante e l'arrivo nel 3° quadrante
6. si posizionano tutti i pezzettini colorati nel quadrante di partenza


Poi si chiude la custodia, non dimenticando di sigillarla, e si comincia a giocare. Tutti i pezzettini di cannuccia devono raggiungere il quadrante finale, passando per quelli intermedi e trovando la "Via Magica" per riunirsi tutti insieme di nuovo.


E via a muovere, a scrollare e ad agitare la custodia fino a raggiungere il traguardo e...  dopo? Si comincia daccapo, ma certo!
Divertimento assicurato per bambini un po' grandicelli o anche per adulti rimasti bambini, perché no?

Grazie Clara! Dici che sono concreta? A me sembra di avere sempre la testa tra le nuvole... ma mi fa piacere quando riesco a sembrare una persona seria!
Vorrei ricordarvi che su Il Diario di una Creamamma è in corso il linky party tutto al femminile Do it 4 Yourself, e che più siamo, più bello è!

A prestissimo con gli ultimi due post della raccolta… vi avverto che mercoledì parliamo di mostri! Voi intanto conservate tutto: pezzi di pastelli, dosatori dei medicinali, pacchi di pasta e ingranaggi di macchinine rotte… a presto!

venerdì 7 giugno 2013

Il treno (guest post di Fiori in Testa) – DIY train


Fiori in Testa è bellissimo. Non si tratta di una considerazione personale, è la prima cosa che colpisce chiunque si trovi a passare di lì. Già, perché Fiori in Testa è pieno zeppo di quelle figure di cui Francesca Rossi, illustratrice di professione, ha piena la testa. Adoro i colori tenui, gli acquarelli, le figure elastiche un po’ da fumetto… ma non è tutto qui.
Francesca ha il dono della scrittura, e anche quello dell’autoironia. Fa ridere, fa piangere e fa piangere dal ridere, come nel celeberrimo Kamasutra della cacca. Tra trovate geniali, amarcord di giochi dimenticati, sfoghi di mamma, download utilissimi e qualche idea regalo, vi avverto che rischiate di non uscirne più. Quindi per favore, prima di visitarla leggete il post! Francesca, prego…

Confesso che quando Silvia mi ha chiamato per partecipare alla Raccolta ho avuto un attacco di ansia da prestazione. Tutte queste blogger e tutte con idee stratosferiche su come riciclare, che ne so, un pezzetto di alluminio per trasformarlo in un orologio a cucù.
Poi per fortuna il mio duenne mi è venuto in aiuto. Lui e la sua passione per tutto quello che sgassa, romba ed è dotato di ruote e/o ali. Di macchine e trattori abbiamo un campionario completo. Il treno ci mancava.
Allora, con tutto materiale di recupero, abbiamo provveduto e siamo orgogliosi di presentarvi, tra sbuffi di vapore e sferragliare di binari…


Costruirlo è più semplice di quello che fa pensare questo tutorial multi-fotografico; serve solo infilare le mani nei sacchi della differenziata, senza paura e anzi con un certo compiacimento nel poter dire finalmente, al marito perplesso davanti a tutta l’immondizia che vi ostinate a conservare: “te l’avevo detto io, che poteva servire!” :-)





Ed ora scusateci, ma siamo in partenza…


Grazie!!!
Vi ricordo che su Fiori in Testa è in corso un bellissimo giveaway in occasione dei trent’anni di Francesca (auguri!) dove si possono vincere tre stampe disegnate da lei (… e a questo punto temo che non vi rivedrò più).

Appuntamento a lunedì con la mia ultima ospite (se siete curiosi di sapere chi è, vi avverto che su Facebook spesso e volentieri lascio delle anticipazioni sul post del giorno dopo)...

…e già, stiamo arrivando alla fine, quindi affrettatevi a partecipare alla Raccolta di Riciclo Creativo per Bambini e al Contest Vacanze Riciclose e Fai da Te!

mercoledì 5 giugno 2013

Un riciclattolo con un giocattolo... (guest post) di Riciclattoli! - DIY magnetic puzzle


Titolo2013

Possiamo parlare di affinità elettive, o più banalmente di ‘cacio sui maccheroni’, fatto sta che Riciclattoli e la Raccolta di Riciclo Creativo per Bambini non possono che volersi bene – tanto che quest’anno abbiamo perfino aperto un concorso insieme (e insieme a Artefatti!).
Riciclattoli è un’idea geniale (ora anche libro) che vi dimostra come con quella che alcuni si ostinano a considerare spazzatura si possano creare giochi divertentissimi per i più piccoli, e anche belli. Valentina ha un irresistibile stile in cui accosta semplicità e design moderno (cartone e scatole del latte che non nascondono affatto la loro provenienza, colori forti o neon, washi tape) e poi, ed è forse l’elemento più importante, i suoi riciclattoli sono davvero alla portata di tutti.
Se questo non bastasse, un’infinità di coincidenze ci rende molto simili (mamme, mamme expat, due figli su due coetanei, mamme expat re-expattate in Germania, e così via…), tanto che mi è venuto da sorridere quando ho visto il suo post: io ho riciclato un giocattolo per lei, e oggi lei ne ricicla uno per me! Cosa volete di più?

Eccomi, lasciatemi mettere, per così dire, le mani avanti. 
Il guest post da mammabook mi onora e mi fa salire al contempo un po' di - come dire - ansia da prestazione, viste tutte le incredibili blogger che sta ospitando. 
Il mio è un blog piuttosto giovane, che ha avuto l'immensa fortuna di diventare un libro, ma tutto questo mi è capitato in frettissima, lo stesso anno in cui è nato il mio secondo figlio, tra mille cambiamenti di vita (come ad esempio un bel trasferimento internazionale). Quindi io mi sento non solo fortunata, ma in perenne debito di tempo (oltre che di sonno), cosa che credo accomuni un po' tutte le mamme, e un po' sotto pressione: ho mille progetti e ne riesco a fare 2, vorrei imparare trecento cose e informarmi su altrettante, e non sempre (leggi quasi mai) ce la faccio. 

Ecco… ho un po' la sindrome dell'ultima della classe. 

Detto ciò, ho preparato una cosetta davvero semplice, tanto nell'ideazione, quanto nella realizzazione, quasi banale, che però alla fine ha avuto molto successo in casa mia. Così son riuscita a recuperare un giocattolo rotto che sarebbe finito in qualche cesta e poi nel cestino dei rifiuti (anzi, della raccolta differenziata!). Questa è un po' l'idea che mi piace far passare sul blog e naturalmente a casa mia: non c'è sempre bisogno di grandi idee, materiali e tempo. Da cose vecchie, che già abbiamo in casa, in 2 semplici passaggi possiamo creare qualcosa di nuovo, divertente e a costo zero, senza bisogno di sprecare, buttare o continuare a comprare nuovi oggetti.


Ora vi spiego: avevo questo bel gioco a incastro di legno (sopra era forato per incastrarci le forme di legno, mentre ai lati aveva queste listarelle con cui comporre buffi personaggi), che però non ha sopportato i vari trasferimenti nonché le pressioni dei due pargoli e quindi si è sconquassato (nel senso che stava in piedi, ma appena veniva toccato usciva dall'asse e crollava) e i miei tentativi per rimetterlo in asse con colpi qua e là non sono serviti a nulla.

Però visto che ci ero affezionata e mi piaceva, ho pensato bene di recuperarlo e crearci un nuovo gioco: ovvero un puzzle magnetico da frigo (o qualsiasi superficie adatta). 


Per farlo mi son procurata delle calamite piatte e le ho incollate con la colla a caldo sul retro delle listarelle di legno del vecchio gioco.



Ed ecco il vecchio gioco è tornato a nuova vita per il divertimento dei miei bambini!


Grazie Vale! Finiamo in bellezza con una bella tirata d’orecchie? Mancano solo cinque giorni alla chiusura del Contest Vacanze Riciclosee Fai da Te, e vi ricordo che tra i premi c’è proprio il libro di Valentina – correte ad iscrivervi!
Appuntamento a venerdì, con un’ospite irresistibile…

domenica 2 giugno 2013

Il topino delle carte di caramelle e altre idee per i più piccoli – The candy bags mouse and other ideas for the little ones



Buongiorno a tutti e buon lunedì (ok, ho fatto casino con la programmazione stavolta... diciamo buona serata)! Oggi, per la Raccolta di Riciclo Creativo per Bambini, riprendo a parlare di giocattoli per bebè, e ho per voi un gioco coccolone e un sacco d’idee per intrattenere i più piccoli. Ma andiamo con ordine…

Today I prepared for you a lot recycled ideas to keep the small ones busy…

Topino 4Carta caramelle

Il primo è lui, ed è un topino morbido e scricchiolante. Dopo aver sperimentato il riciclo della busta delle salviette con il fazzoletto rumoroso (che trovate anche qui coperto di fiori nella versione femminile), mi è rimasta la voglia di provare altri tipi d’imbottitura. Così negli ultimi mesi ho cominciato a mettere da parte le carte delle caramelle e tante altre buste di plastica un po' rigida e non sporca. Nei momenti di calma davanti alla tivù (io non riesco a stare ferma, ed è bene che  abbia qualcosa da fare sennò mangio) ho tagliato tutto a striscioline sottili, e ne ho riempito barattoli su barattoli.
Poi mi sono procurata un vecchio maglione grigio con cui non sapevo proprio cosa fare perché mi sembrava triste, e l’ho cucito assieme a pezzi di stoffa pelosetta e colorata recuperata da vecchi vestitini dei bimbi. Non sono un granché con la macchina da cucire e oltretutto ancora non mi sono decisa a stirare prima le cose che cucio, ma devo ammettere che ho una gran dose di fortuna e che nel cucito a mano me la cavo, per cui alla fine è venuto fuori un pupazzetto proprio carino.
È morbido, colorato e scricchiola (o squittisce?) – mia figlia lo adora! Potete ripetere l’esperimento in tutte le forme, tenete solo conto del fatto che avrete bisogno di un sacco di plastica anche solo per un pupazzetto così piccolo… ma, dopotutto, quanta ne buttiamo via?

(PS: qui un suggerimento per cosa fare con la chiusura della busta delle salviette!)

First of all, here’s a little mouse: I made it with my sewing machine, putting together pieces of old clothes. But the funny part is that it is filled with plastic candy bags (and other thick plastic packagings), cut into thin stripes. You will need a lot of bags to fill up even a small soft toy like this one, but after all, we produce a lot of this kind of trash. The toy is soft and noisy, just like the noisy toy I made some time ago, or like the flower patch for girls.

Topino 3

Ho paura che il post sarà lunghissimo, ma non posso esimermi dal mostrarvi il casino che ha fatto mio figlio mentre cucivo. Non voleva dormire, e non volevo che tenesse sveglia la sorellina, così per sfinimento l’ho portato giù. Siccome avevo già iniziato a cucire gli ho chiesto di stare buono e ho cercato di terminare il lavoro. In realtà l’avevo visto passare con la sega giocattolo e un pezzo di polistirolo, ma per amore di tranquillità non ho indagato subito… finché non mi sono girata ed ho ritrovato la sala in queste condizioni… con la ruspa giocattolo che lavorava alacremente in mezzo alla stanza.

Unfortunately, while I was sewing my son, who didn’t want to sleep, found a piece of styrofoam and worked on it with his toy saw. When I was finished and lifted my head, the room looked like this.

Polistirolo 1

Polistirolo 2

Ho imparato a mie spese che il polistirolo è un pessimo mezzo per intrattenere i bambini: si disfa facilmente, va dappertutto, vola e si appiccica ovunque.

Vi propongo dunque qualche idea che non sporca, che ne dite? Tanto per cominciare, visto che ormai vi ho confessato che io dei pacchetti regali conservo praticamente tutto, ecco come intrattenere un bebè mentre si stendono i panni (qui al chiuso, visto che quest'anno piove sempre):

Since, as you can see, styrofoam is really not a good idea to entertain a child, let’s see some easy-to-clean alternatives!  
For instance, that’s how I keep my daughter busy while hanging the laundry (inside, since it’s always raining this year):

Panni

Per i momenti di emergenza ho sempre a portata di mano la scatola dei nastri: interessantissima, e i piccoli non possono rompere niente:

In case of emergency, a box full of ribbons is a great solution: coloured, interesting, and nothing can be broken: 

Nastri

E non dimentichiamo i nostri adorati tappi di plastica, ovviamente! Dopo la medusa, ecco un gioco da bagno semplicissimo e colorato, di cui i miei bambini ancora non si sono ancora stancati, e sono quasi tre anni che l’ho ‘costruito’!

And let’s not forget our friends the plastic caps: after the jellyfish, here’s a simple bath toy, which I made three years ago, and my kids still find interesting:

Gioco bagno

Quando i bambini iniziano a stare seduti si può sfruttare il loro interesse per mettere le cose dentro e fuori con un gioco semplicissimo: vi bastano tappi, forbici e una scatola di cartone. Fate un foro nella parte superiore e un buco in basso, sul davanti. I tappi s’infilano sopra e cascano giù… wow! Eccolo in due versioni velocissime per il grande di due anni (con occhi, bocca e un foro superiore più piccolo), e in dimensioni ridotte per la piccoletta:

When the kids can sit, you can easily create something for them to put stuff in-and-out like they love to. All you need is a box, scissors and, of course, plastic cups. Make a small hole on the top of the box, and a bigger one on the front. The cap enters and falls… great! Here’s two quick versions I made for my two-years-old (with eyes, mouth, and a smaller cut on top) and for my baby girl:

Gioco scatola grande

Gioco scatola piccolo

Ancora tappi? Sì! Ancora più semplice, sfruttando lo stesso principio, vi basta conservare una scatola dei fazzoletti. I bambini si divertono a infilare gli oggetti dentro e a recuperarli. La plastica è abbastanza morbida perché la manina s’infili a tastare, senza però riuscire a vedere dentro… e quando il gioco non piace più, si ricicla!

Plastic cups again? Yes, sir! Just keep a tissue box: the plastic on top is perfect for the child to touch the content without seeing it. They can put objects inside and try to take them back for a lot of time… and when the toy is not interesting anymore… you can recycle it.
Hope you found all these tricks useful! See you soon!

   Scatole fazzoletti

 Spero che i miei trucchi vi tornino utili. Ci vediamo prestissimo con un altro ‘riciclattolo’ (di quelli di denominazione d’origine controllata!), e voi non dimenticate di farmi sapere se create un pupazzo scricchiolante, mi raccomando!

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